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LA STATUA:

Di autore ignoto, molto pesante, l’Arcangelo è nell’atteggiamento del militare e guerriero vittorioso che calpesta l’avversario in forma di mostro ripugnante; con la corazza d’oro, la sua spada invincibile, il suo alone di luce che si riflette nello splendore delle ali e su tutta la sua figura celeste, dal viso gentile e sereno.La statua

Il trono, in mattoni antichi, progettato dall‘Architetto Franco Valente, studioso, scrittore e critico d’arte, realizzato da valenti artigiani locali, è circondato d’intorno da 9 formelle in bronzo con altrettante scene angeliche tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento.

La mensa dell’altare poggia su un grande basamento di roccia locale. L’Arcangelo Michele, il cui nome in ebraico Mikael = chi come Dio, ricorre più volte nella Sacra Scrittura. E’ detto “capo supremo” nel libro del profeta Daniele (10,13).

Nel libro dell’Apocalisse, l’Arcangelo Michele è vindice dell’onore, della gloria di Dio contro gli angeli ribelli: “scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo.

Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli “ (Ap. 12,7-9).

La tradizione locale orale vuole che S. Michele Arcangelo, attratto dal luogo, volesse rimanervi per farne la sua dimora. Si spiegherebbe così la leggenda secondo la quale, volendo i fedeli portare la statua in processione, in un giorno di sole e di luce, appena questa varcò la porta d’ingresso che immette all’esterno della Grotta, il cielo si rabbuiò improvvisamente, procurando un violento temporale che costrinse i fedeli e i pellegrini a rientrare per ricollocarla al suo posto. Subito cessò il temporale e riapparve il sole.

Ma il Signore aveva previsto per lui altra destinazione: Monte S. Angelo sul Gargano in Puglia. L’Arcangelo, percorrendo un tunnel stretto e angusto nella roccia (visibile ancora oggi) della Grotta, giunse ad un’apertura che dà su un pauroso strapiombo, proprio in direzione del Gargano.

Da qui prese il volo per raggiungere il luogo dove gli sarebbe stato eretto un grandioso santuario, appunto Monte 5. Angelo del Gargano.

All’ingresso della Grotta sulla sinistra in alto, vi è una piccola base di pietra sulla quale poggia un quadro di S. Francesco pellegrino al Gargano nel 1216 e, sul pavimento in pietra, è incisa una croce a ricordo del segno di croce in forma di Tau che il poverello d’Assisi incise all’ingresso della Grotta al Gargano, ritenendosi indegno di entrarvi. 

 
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